Enoturismo, cantine, vino, cucina. La crisi da Coronavirus chiede alle imprese nuove strategie di comunicazione.

Tutti, dai 70 anni in giù, sono bravi con Facebook. Su questo non abbiamo dubbi.

Moltissimi sono bravi con Instagram.

Linkedin lo sanno armeggiare in alcuni.

Gli altri social network? Basta studiare un po’ e un mese e mezzo di pratica quotidiana per farci la mano.

E’ come guidare l’automobile.

Figlio di un meccanico d’auto, cominciai a 15 anni e mezzo, una sera, con la Fiat 500 che mia madre, Maria, mi chiese di guidare: 300 metri di sterrato dalla curva al cancello di casa.

Un battesimo nel regno del vino e dell’enogastronomia di alta qualità: la Valpolicella.

Nessun rischio. Ottimo risultato. Quando, a 18 anni, andai alla scuola guida per lezioni, fu come andare in vacanza.

L’istruttore si faceva un giro turistico per Verona, quando aveva lezione di guida con me.

Ero diventato un pilota di Formula Uno? No. Ovviamente.

Lo stesso vale per la Comunicazione Strategica utile alle imprese del turismo e dell’enogastronomia per uscire dalla crisi.

Un’agenzia che metta in piedi un sito web o tiri su un profilo su un social network si trova facile. Che sia efficace, è un altro discorso.

Diverso è avere consulenti sulla Comunicazione Strategica o il Brand Journalism (il Giornalismo d’Impresa) per uscire da una crisi.

E sto parlando di una crisi che, come vediamo tutti, fa tremare i polsi. Quella da Covid-19.

 

Turismo e futuro: le imprese chiamate alla sfida

Martedì 21 aprile 2020, Roberta Garibaldi – la massima esperta di turismo enogastronomico in Italia – ha avuto al centro di uno dei suoi “dialoghi” online questa domanda: “Quale futuro post Coronavirus?”.

Coordinati dalla professoressa Garibaldi, sono intervenuti Alessandra Priante, direttore Europa della World Tourism Organization (UNWTO), e Bruno Bertero, direttore marketing Friuli Venezia Giulia Turismo.

Le domande al centro del dialogo sono quelle che interrogano tutti gli imprenditori e i produttori coinvolti nella (lunga) filiera del turismo e dell’enogastronomia:

  • Quale lo scenario che si aprirà post emergenza sanitaria?
  • Quali gli effetti sul settore e gli impatti sul comportamento del turista?
  • Quali le azioni messe in atto da UNWTO e come si stanno muovendo le DMO regionali italiane

Sintetizzo le risposte, utilissime per le imprese italiane (e non), con alcuni concetti:

  • nuova cultura del turismo all’insegna della qualità;
  • sostenibilità ambientale (e sociale, va ricordato);
  • servizi per i turisti, in modo che viaggino e soggiornino in sicurezza;
  • visione strategica su più anni e in un’ottica di investimenti;
  • attenzione alla “Persona – Turista”

Non sono un esperto di turismo, anche se la mia prima inchiesta giornalistica sul turismo estivo sul lago di Garda risale al luglio del 1980.

Non sono un addetto ai lavori dell’enogastronomia, pur curando da due anni il magazine VeronaWineLove™.

Mi occupo di Comunicazione Strategica, di Giornalismo Interculturale, di Brand Journalism (il giornalismo d’impresa).

E’ sul Turista come “Persona” che voglio portare l’attenzione.

L’Italia, patria dell’Umanesimo, ha scoperto da poco tempo l’importanza delle “Buyer Personas”.

Agenzie di comunicazione, consulenti di varia estrazione e addetti ai lavori si sono accorti di un concetto che non è nuovo.

Studiosi e professionisti americani della comunicazione digitale vanno predicando da anni sulle Buyer Personas.

La Pedagogia Interculturale, da cui provengo, si occupa della “Persona” da decenni.


Turista come “persona” ed enogastronomia come “servizio”

Il cambio di passo richiesto alle imprese del turismo e dell’enogastronomia è di considerare il turista-cliente come persona.

Occorre comprenderne non solo le richieste esterne di prodotti e di servizi.

E’ necessario capire anche le esigenze “interne” del turista: ciò di cui ha paura, ciò in cui spera, ciò in cui sogna, cosa lo tiene sveglio la notte e che cosa gli dà speranza.

Uno dei maggiori esperti di marketing e di social media communication a livello internazionale, Mark Schaefer, ricorda che in questa fase del Coronavirus – ad esempio – sono i bisogni basilari a essere al centro dei pensieri delle persone.

Non ha senso, fa notare Mark Schaefer, parlare di yacht e caviale – a meno che tu non sia multimilionario con la barca sui Mari del Sud – a chi ha necessità di farsi portare la spesa a casa.

Oppure deve fare una videoconferenza per parlare con un parente.

L’attenzione alla Persona. La passione per l’Altro. Il “pensiero migrante”, per usare una splendida definizione di uno dei miei grandi maestri, Luigi Secco, pedagogista.

Il “pensiero migrante” è quello che va nella testa dell’altra persona per comprenderla. Non per manipolarla. O per cercare di persuaderla di qualcosa che non vorrebbe.

Certa persuasione è solo bassa manipolazione travestito da peloso interesse.

Il pensiero migrante è l’empatia, di cui tanto si parla. E che è così maledettamente difficile praticare.

Sono questi i passaggi fondamentali anche per le imprese del turismo e dell’enogastronomia.

Il tutto ha come base il rispetto delle persone, a cominciare dal porre fine a certo nonnismo e un maschilismo (“da caserma”, si sarebbe detto una volta) che hanno per troppo tempo albergato in ristoranti e hotel.

Tutti ci siamo accorti di quanto sia importante l’Ascolto di chi cerca il nostro servizio o prodotto.

Tutti ci siamo accorti di quanto sia difficile trovare collaboratori di qualità, su cui contare. Persone appassionate del loro lavoro, interessate a imparare e a crescere.

E’ grazie a collaboratori di qualità, professionali, rispettati e rispettosi che possiamo trasformare la nostra professione in “servizio”.

Vale per i consulenti della Comunicazione Strategica. Vale per chi si occupa di turismo e di enogastronomia.

Il turismo e l’enogastronomia come “servizio” passano dalla formazione degli operatori del settore. Dalla loro crescita culturale.

Occorre investire nelle imprese, nella formazione, nel futuro.

E dà speranza e gioia sentire che tanti ristoratori, tirolari di hotel, operatori del turismo e dell’enogastronomia si mettono in gioco con la formazione continua. Con l’aggiornamento culturale.

Un passaggio, dell’ultimo “dialogo” di Roberta Garibaldi con Alessandra Priante e Bruno Bertero, l’ho molto apprezzato.

Quando Bertero ha osservato che quello turistico “non potrà essere più il prodotto di prima”.

Di qui l’importante dell’attenzione alla Persona, attraverso le Buyer Personas, che hanno la loro radice nell’empatia e nella cura e fiducia nell’essere umano.

Siamo ben capaci di usare la comunicazione digitale, ha detto chiaro e tondo il responsabile del turismo in Friuli Venezia Giulia.

La professionalità di tante web agency è fuori discussione.

Il cambio di passo è sul piano della Comunicazione Strategica, fatta di ascolto e attenzione alla “persona turista”. Fatta di pianificazione, investimento e servizio di qualità.

 

Maurizio Corte
Agenzia Corte&Media
Brand Journalist Professional Blog

(Photo: thanks to Jasmin Brunner, Unsplash)