Brand Journalism e Comunicazione digitale per un nuovo turismo enogastronomico.

C’è una sfida che attende le imprese del turismo enogastronomico (e non solo). Una sfida che possiamo vincere in un solo modo: con competenza e con una comunicazione strategica.

La “Fase 2” non porterà a vivere il turismo – e con esso il turismo enogastronomico – come se l’emergenza Coronavirus fosse passata per sempre.

Gli esperti sono concordi nell’affermare che con il virus dovremo convivere.

Hotel, ristoranti, cantine che ospitano visitatori, osterie e winebar saranno chiamati a reinventarsi su alcuni piani:

  • il piano della sicurezza sanitaria,
  • il piano dell’organizzazione del lavoro,
  • il piano dell’offerta dei servizi,
  • il piano della comunicazione

Sulla sicurezza sanitaria e sull’organizzazione del lavoro saranno indispensabili i consigli e le indicazioni che verranno dal pool di esperti messo in piedi dal governo nazionale.

Come per la sicurezza sul lavoro e per la salubrità di quanto (cibo e bevande) viene servito, vi saranno protocolli, disposizioni ineludibili, investimenti da fare.


Turismo enogastronomico di alta qualità

Vi saranno dei costi, nel creare le condizioni per la sicurezza sanitaria (protezione dal virus, ma non solo) e per la sicurezza di chi vi lavora.

Sono costi che si confida saranno sostenuti grazie a finanziamenti agevolati, ma anche una grande opportunità.

L’opportunità è quella di alzare la qualità del servizio di turismo enogastronomico (e non) offerto. E di migliorare la qualità della clientela e la sua propensione alla spesa.

L’epoca del turismo di massa è finita.

Quell’era del turismo di massa si era iniziata negli Anni Sessanta con il boom economico.

Era poi esplosa con il consumismo, la liberalizzazione di scambi e trasporti, la libera circolazione delle persone, l’informazione diffusa e gratuita (o quasi) grazie a Internet e ai social network.


Turisti alto-spendenti

Gli operatori del turismo e del turismo enogastronomico vedranno all’inizio una contrazione del fatturato.

Ma poi avranno modo di constatare che i clienti, ridotti di numero, saranno più “alto spendenti”.

E’ questa, del resto, la figura di turista del vino e della cucina – e di turista in generale – che cantine, hotel, B&B di qualità, ristoranti, osterie e winebar desiderano da sempre.

C’è la grande opportunità di vedere tagliato il turismo straccione, che inquina, che non ha cura della qualità di cibi, vini e spirits. Il turismo che non ci interessa.

Obiettivo: offrire servizi di alto profilo

Chi ama il proprio lavoro, accanto al guadagno desidera ottenere soddisfazione per il cliente. Desidera offrire servizi e prodotti di qualità.

Come esseri umani – oltre che come imprenditori o professionisti – siamo portati al progresso. Al miglioramento.

L’imprenditore che è in noi adora le sfide.

Adoriamo le sfide che ti fanno sentire vivo; che mettono alla prova la tua conoscenza, i tuoi studi, la tua esperienza e la tua professionalità.

Ebbene, con la “Fase 2” della crisi da Coronavirus e con le fasi successive, dopo il periodo di magra che durerà alcuni mesi, avremo modo di offrire servizi migliori al giusto prezzo.

La crisi da Coronavirus ci ha insegnato che vi è una merce che non scarseggia: il denaro.

Di denaro ve n’è in abbondanza. Si stima, ad esempio, che i risparmi degli italiani ammontino a qualcosa come 5.000 miliardi di euro. Il doppio del debito nazionale.

Ci siamo accorti che possono mancare i prodotti: da quelli agroalimentari, se non vi sono gli addetti a raccogliere pomodori e asparagi, alle mascherine.

Ci siamo accorti che possono mancare i servizi.

Un nemico insidioso come un virus, che si propaga in modo rapidissimo, può inchiodare intere aziende costringendole a fermarsi.

Ci siamo accorti che occorrerà rivedere i trasporti, specie quelli di massa.

Un dato è certo: c’è bisogno di servizi migliori. Oltre che di prodotti di qualità.

Fra i servizi migliori di cui c’è bisogno – e che vanno remunerati come meritano a fronte di risultati – vi è la comunicazione strategica. E vi è il Giornalismo d’Impresa.


Il piano della comunicazione strategica

Le imprese (turismo incluso) che non hanno investito nel digitale si sono accorte, loro malgrado, che la comunicazione è fondamentale.

Una parte della nostra vita – dalle consegne a casa alla scuola – si è trasferita di colpo online.

Il traffico su Internet ha avuto un’impennata di cui tutti ci siamo accorti, avvertendo un rallentamento delle reti.

Milioni di persone sono passate nell’arco di poche ore sull’online.

Una parte della nostra vita resterà affidata al digitale.

Anche quando il virus sarà sotto controllo, il digitale e la sua comunicazione saranno strategici. Saranno fondamentali.

Le imprese che avevano investito nel digitale, con qualche riserva, si sono a loro volta accorte che non basta “essere su Internet”.

Non basta avere un sito web, ancorché carino.

Non basta avere qualche profilo social, affidato a qualche apprendista stregone o alla stagista di turno che costano pochissimo.

Non basta tentare un blog, messo in piedi con un accostamento di parole senz’anima e affidato a un’agenzia che di solito fa altro.

Le imprese si sono accorte che serve una comunicazione digitale strategica e professionale.


Giornalismo d’Impresa e Comunicazione digitale

Da parte mia, mai come in questo periodo di crisi e di emergenza mi sono ricordato di quanto la Comunicazione Strategica a cui ho sempre lavorato e il Giornalismo siano fondamentali.

Di qui la scelta di mettere in piedi un pool di giovani professionisti, abituato a fare ricerca, che sanno fare consulenza sui versanti fondamentali per tutte le imprese:

  • comunicazione strategica,
  • giornalismo d’impresa (Brand Journalism),
  • comunicazione di crisi,
  • comunicazione dell’enogastronomia,
  • marketing del territorio,
  • giornalismo degli uffici stampa (online media relations),
  • comunicazione interculturale d’impresa

Sono ambiti fondamentali, dove unire professionalità, esperienza e ricerca.

Gli strumenti poi vengono da sé – i soliti Seo, social media e via dicendo – ma quello che conta è una visione strategica della comunicazione.

Sul Giornalismo d’Impresa puoi leggere il professional blog “Brand Journalist” curato da Sonia Gastaldi (sociologa e IT manager) e Maurizio Corte (giornalista professionista e media strategist).

Quello che conta è un Giornalismo d’Impresa che sostenga le aziende (e il no-profit) e che dia loro un respiro di lungo periodo.

Il tutto con un’alleanza formidabile fra comunicazione transmediale, marketing e giornalismo

Solo in una visione strategica, professionale, di ricerca di livello universitario e di competenza è possibile dare un futuro e uno slancio alle nostre imprese.

Solo così il turismo (enogastronomico e non solo) può pensare di creare valore e di alzare il livello dell’offerta e della clientela.


Maurizio Corte
email: cortemedia(at)virgilio.it
siti web: Brand Journalist (professional blog)Agenzia Corte&Media
(photo: thanks to Denis Chick, Unsplash)